Nano se l’è vista brutta tanto da rischiare di seriamente di “lasciarci il pelo”

Sarah Zafferri BuonocoreSenza categoria

È un bel pomeriggio di una domenica di autunno e Nano, segugio italiano di 10 anni, sta scorrazzando qua e la annusando le tracce della selvaggina. Ad un tratto la traccia si fa molto forte e lui segue d’istinto il suo incredibile fiuto non prestando più attenzione a dove mette le zampe.

In un attimo il terreno sotto di lui non c’è più e Nano precipita per oltre 30 metri in una tipica forra presente sull’alpe di Cava in Val Pontirone.

Il suo padrone, non vedendolo tornare ha, mediante un sistema GPS, iniziato subito le ricerche che però sono risultate infruttuose. L’ultimo segnale portava proprio nelle vicinanze di questo crepaccio. Vista la situazione molto particolare, ha deciso di allarmare la Protezione animali di Bellinzona che, proprio nello stesso punto, un anno prima, aveva recuperato grazie a due speleologi, il cane Rocky rimasto nel ventre della terra per ben 17 giorni.

Vista la zona estremamente pericolosa, la SPAB ha contattato il Soccorso speleologico Ticino che, grazie ai due esperti soccorritori Zistler Huber e Roberto della Toffola con una calata di circa 30 metri nelle viscere della montagna, hanno ritrovato Nano spaventato e con alcune ferite fortunatamente non gravi.

Una bella storia di solidarietà tra la SPAB, il proprietario e i volontari del Soccorso speleologico Ticino a favore di un simpatico e fortunatissimo cagnone.